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PSICOLOGIA

di Francesca Maffei, responsabile del servizio di psicologia ospedaliera AOU Meyer

La condivisione è un’abilità sociale che migliora le capacità relazionali dei piccoli e influenza positivamente lo sviluppo della personalità futura. I risultati di una ricerca svolta su un lungo periodo di 20 anni dell’Università della Pennsylvania, sostengono che i bambini che in età prescolare sono più propensi alla condivisione e alla collaborazione con gli altri coetanei, in futuro ottengono migliori risultati scolastici e lavorativi.

Nel periodo prescolare è quindi importante che tutti i bambini imparino la condivisione, la cooperazione, l’empatia e la solidarietà.
Un recente studio pubblicato su Psychological Science (Chernyak & Kushnir, 2013), sostiene che provare a convincere od obbligare un bambino a condividere può rivelarsi un errore nel lungo periodo. La ricerca sostiene che quando ai bambini di 3 e 4 anni, viene offerta la possibilità di scegliere se condividere o meno, questo li incoraggia a condividere di più in futuro, rispetto a quando vengono istruiti a condividere. Costringere i bambini a condividere qualcosa è contro produttivo, in età prescolare quando bambino avverte che per fare una cosa deve essere convinto da altri, recepisce la scelta come qualcosa che lui non avrebbe preso in autonomia, e come qualcosa che va contro la sua persona; inoltre questi bambini, se costretti a condividere qualcosa contro voglia, pensano che quello che stanno facendo è poco importante e che quando sarà lui stesso a pretendere un oggetto da qualcun altro, allora questo gli sarà dovuto. Quando si costringe sistematicamente un bambino a condividere può crescere in lui l’avidità e la foga dell’utilizzo delle sue cose perché teme, che poi dovrà cederle agli altri.

I bambini acquisiscono la capacità e il piacere di condividere se gli viene lasciata la possibilità di scegliere cosa, quando e con chi condividere le sue cose.
Quando il bambino piccolo desidera il giocattolo con cui gioca un altro bimbo che decide di non cederlo, è opportuno insegnare ad aspettare il proprio turno, invitandolo a divertirsi giocando con qualcos’altro. Gli adulti possono cogliere l’occasione per accompagnare il bambino a vivere l’attesa in modo sereno, senza disperarsi e con la fiducia che arriverà il momento in cui potrà giocare con l’oggetto desiderato. Dall’altro lato il bambino che sta giocando comprenderà che non gli verrà sottratto il gioco in modo forzato, e questo favorirà la sua propensione a condividere. Acquisire la competenza di condividere permette da un lato di sviluppare la disponibilità a condividere e dall’altro di imparare a modulare gli impulsi possessivi. Con il passare del tempo, rispettando ed offrendo la possibilità di scelta, la condivisione diventerà sempre più facile e spontanea.