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PAROLA DI ESPERTO

a cura di Emma Lapi, logopedista AOU Meyer

Che cos’è la cosiddetta r moscia?
Consiste nella produzione del suono r in maniera diversa da quella generalmente utilizzata in italiano (r comune). Questa produzione consiste infatti in un uso diverso della lingua che invece di vibrare nella sua parte anteriore (apice della lingua) vibra nella sua parte posteriore (base della lingua) ossia nella zona vicina alla gola. Per tale motivo il suono percepito appare diverso. L’r moscia (o r velare) è considerata comunque in italiano come parte della normale fonologia. Si considera invece come una difficoltà articolatoria la non produzione del suono r né in termini velari né in termini standard.

Da cosa dipende?
La r moscia dipende dall’anatomia della bocca del bambino e dal movimento che la lingua fa durante la produzione del suono. La zona messa in vibrazione infatti è diversa da quella normalmente utilizzata nella r comune, per tale motivo il suono prodotto cambia. In alcuni casi, soprattutto nei bambini piccoli, al di sotto dei tre anni, il suono r può scomparire, non essere prodotto o essere sostituito con altri suoni (ad es. con il suono l). La r rappresenta uno dei suoni più difficili della lingua italiana a causa della sua complessa articolazione.

Si può correggere?
È possibile apprendere la produzione della r comune mediante esercizi e attività logopediche specifiche. Queste terapie logopediche si differenziano, così come le tempistiche di apprendimento, in base all’età e alla collaborazione del bambino ma possono portare all’apprendimento di quel fonema a meno che non vi siano alterazioni della struttura della bocca. Qualora l’r moscia non incida sulla vita del bambino è possibile anche non correggere tale modalità articolatoria in quanto considerata parte della normale fonologia.