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PSICOLOGIA

di Laura Vagnoli, Servizio di psicologia ospedaliera AOU Meyer

Per i bambini e gli adolescenti essere sottoposti a visite mediche, esami diagnostici o anche piccoli interventi chirurgici può rappresentare un evento stressante, avere delle conseguenze sulla percezione dell’esperienza stessa e determinare ansia e paura per i successivi contatti con le strutture ospedaliere o con il pediatra. Per aiutarli ad affrontare queste situazioni è necessario stare al loro fianco affinché possano attivare le risorse e le strategie utili per farvi fronte.

Innanzitutto è fondamentale che siano messi a conoscenza di quello che andranno a fare. Chiaramente ogni età richiede un linguaggio e un tecnicismo diverso, ma è necessario che i essi conoscano comunque ciò che avverrà, affinché non attivino fantasie errate e spaventose e siano preparati in modo adeguato. Non esistono domande giuste o sbagliate da porre, ma al contrario ogni momento in cui i bambini o i ragazzi sentiranno il bisogno di parlare di una visita o di un intervento o cercheranno informazioni per le loro curiosità, dovranno essere accolti. Essi hanno diritto di esplorare con i “perché” ciò che riguarda la loro salute e il modo migliore per supportarli in questi momenti è utilizzare un approccio calmo e tollerante rispetto alle loro possibili reazioni. Spesso, soprattutto i più piccoli, richiedono più volte di ripetere le stesse informazioni: ciascuno ha un tempo cognitivo ed emotivo per elaborare ed è necessario rispettarlo.

Per facilitare il passaggio di informazioni è consigliabile il ricorso alla fantasia e alla magia o anche al mondo dei cartoni animati, organizzando una narrazione che sia senza inganni o bugie, anche nei casi in cui sia previsto di provare un po’ di dolore. Libri e video sono un canale semplice e comprensibile e rappresentano un utile strumento. Ne esistono molteplici e i genitori possono cominciare ad utilizzarli in un periodo precedente all’evento stressante. Rispetto ai bambini più piccoli, che hanno minore comprensione del trascorrere del tempo, è meglio parlarne in tempi più ravvicinati alla data della visita o dell’ospedalizzazione, con termini concreti, frasi brevi e concise; rispetto ai più grandi invece, va considerato che i tempi di elaborazione sono più lunghi ed è consigliato anticipare il momento di condivisione delle informazioni.

Naturalmente la questione si complica se i contenuti da passare sono più complessi, come quando viene diagnosticata una patologia. In questo caso può essere opportuno farsi aiutare da personale specializzato (medici, infermieri, psicologi), così come nei casi di emergenza in cui non c’è il tempo per una preparazione precedente.

Nel parlare con il proprio figlio di viste mediche o esami diagnostici o interventi chirurgici cui dovrà essere sottoposto è poi essenziale che il genitore non sminuisca mai ciò che si andrà a fare: nessuna visita e nessun intervento è semplice o banale per chi deve affrontarlo ed il rischio che si corre è quello di minimizzare le emozioni provate, causando sofferenza emotiva e chiusura, poiché i bambini potrebbero sentirsi non compresi e non accettati. Allo stesso tempo è sconsigliato dare indicazioni sul comportamento, ad esempio esortare a non piangere o a “fare il bravo”, poiché questo potrebbe provocare una reazione negativa in quanto verrebbe impedita l’espressione naturale di ciò che si prova in quel momento. Al contrario, il genitore che concede l’autorizzazione a piangere, permette una minore reazione di distress.

Al momento della visita o dell'esame diagnostico, inoltre, è sempre utile portarsi dietro un gioco o un libro preferito che può avere la funzione di distrazione nelle attese e di sicurezza durante la visita stessa.

In generale, inoltre, occorre evidenziare che è controindicato fare riferimenti negativi al dottore e ai suoi strumenti quando i bambini fanno i capricci, come ad esempio il dentista che impersona il ruolo di cattivo pronto a punire chi non vuole lavarsi i denti. Questo, infatti, potrebbe alimentare la paura nei confronti di queste figure professionali e rendere estremamente complesso un eventuale futuro contatto del bambino con i medici o con l'ospedale.

Infine, è importante ricordare che per i familiari, essere coinvolti nei processi decisionali e nel provvedere al comfort del proprio figlio contribuisce a farli divenire parte attiva nell’aiutarlo in un momento di difficoltà e allo stesso tempo a diminuire la propria ansia, poiché il coinvolgimento aumenta la loro capacità di controllo sulla situazione e permette di sentirsi utili.