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Disegno di un bambino in spiaggia che, mentre gioca con paletta e secchiello, si gratta a causa della dermatite

PER I NOSTRI FIGLI

Disegno di un bambino in spiaggia che, mentre gioca con paletta e secchiello, si gratta a causa della dermatite
di Angela Pittari, pediatra di famiglia

Dopo una primavera inconsueta per la temperatura francamente invernale, abbiamo a che fare con un clima tropicale ed è indubbio che, alla prima occasione di fuggire dalla città calda ed inquinata, le famiglie con bambini al seguito, si spostano in massa verso le località di balneazione. Che si tratti di mare, fiume o lago, le immagini che ci arrivano dalle varie spiagge, riflettono questo irresistibile desiderio di frescura. Ma fare il bagno in questi luoghi può nascondere qualche rischio, soprattutto per i più piccoli che molto spesso passano tanto tempo sulla battigia a fare buche, castelli e strade con palette e secchielli.

Proprio sulle rive dei laghi o del mare è possibile trovare alcuni batteri, funghi o parassiti che sono responsabili di particolari dermatiti che, per il fatto di manifestarsi tipicamente in estate e durante il soggiorno marino o lacustre, potremmo definirle: dermatiti da spiaggia, di queste fanno parte anche quelle che conseguono all’esposizione solare e al contatto della sabbia e/o dell’erba, meglio note come dermatiti da contatto.

La più frequente tra le dermatiti infettive è l’impetigine. Si tratta di un’infezione batterica superficiale che può insorgere sia su cute sana sia per infezione di lesioni già presenti, provocate ad esempio da dermatite o da punture di zanzare. È causata dal batterio streptococco e a volte anche dallo stafilococco ed è molto contagiosa, si trasmette per contatto diretto o attraverso indumenti, unghie, oggetti infetti etc. Si presenta come una o più lesioni rotonde a stampo, come una bruciatura da sigaretta, a livello del viso, mani, gambe ma anche sul cuoio capelluto; la pelle appare spellata e leggermente umida, con vescicole o bolle superficiali che ben presto si rompono e si ricoprono di croste di un colore tipicamente giallastro. L’impetigine si diffonde molto rapidamente, soprattutto per auto-contagio: il bambino cioè, grattandosi nel luogo dell’infezione e toccandosi in altri punti del corpo, propaga l’infezione così che in pochissimi giorni le lesioni si moltiplicano. È importante disinfettare le lesioni adeguatamente e, trattandosi di batteri, curare con crema antibiotica, applicata sulle lesioni, due volte al giorno, fino alla completa guarigione. Il vostro pediatra, nel caso che lesioni siano particolarmente diffuse valuterà se prescrivere un antibiotico per via orale onde evitare la diffusione del batterio per via ematica.

Tra le infezioni fungine la più frequente è la tigna, favorita dalla presenza di animali infetti sulla sabbia e dall’ambiente tipicamente umido e caldo. All’inizio si presenta come un piccolo rilievo rosso, che lentamente si allarga guarendo al centro e assumendo una forma anulare, con qualche squametta superficiale. La tigna può anche colpire il cuoio capelluto ed in tal caso provoca caduta dei capelli (alopecia) a chiazze. La diffusione è molto più lenta rispetto all’impetigine, ma anche questa è molto contagiosa. La diagnosi è molto agevole per il vostro pediatra che prescriverà la cura a base di antimicotici sotto forma di lozioni, creme e raramente sciroppi o compresse per via orale, laddove l’infezione si presentasse molto estesa.

Esiste poi una forma di dermatite detta comunemente del bagnante o del nuotatore dovuta all’infezione da parte di un parassita: la cercaria. Più frequente nei bacini chiusi come i laghi ma presenti un po' ovunque, è veicolata specialmente da uccelli come oche, anatre e gabbiani che la espellono con le feci sotto forma di uova in prossimità della riva. Le piccole larve che ne fuoriescono si aggirano nell’acqua bassa in attesa di un nuovo ospite per riiniziare il loro ciclo vitale. Sulla cute dell’uomo non sopravvivono a lungo ma determinano una dermatite caratterizzata da piccole pustole e vescicole accompagnate da un intenso bruciore e prurito. Se il contatto con questi parassiti è reiterato si possono avere dei quadri più diffusi e complessi ma la terapia con antistaminici per via orale (per combattere il prurito ed evitare l’ insorgenza dell’Impetigine), creme antiparassitarie e bagni con saponi allo zolfo sono sufficienti a risolvere la dermatite. Al fine di prevenire l’infestazione nei bambini che sostano più tempo nell’acqua bassa e difficilmente restano asciutti si consiglia di non preferire spiagge frequentate da uccelli, cospargere il corpo con creme antisolari (ottimi deterrenti) e fare una doccia subito dopo il bagno.

Il binomio umidità e sabbia risulta poi deleterio per coloro che hanno una pelle particolarmente sensibile (per esempio i bambini con dermatite atopica) perché la predispone ad irritazioni e infiammazioni. Ecco quindi comparire sulla pelle una serie di puntini rossi e pruriginosi che aprono la strada ad infezioni fungine e batteriche.

La regola quindi, appena usciti dall’acqua, è quella di fare una doccia con acqua dolce, usare un detergente delicato e cambiarsi il costume, onde evitare che la sabbia si attacchi all’indumento bagnato e l’umidità provochi la macerazione della cute soprattutto a livello ascellare e inguinale.Ed infine parliamo della cosiddetta “allergia al sole” (ben diversa dalla fotosensibilità dovuta all’azione nociva dei raggi solari sulla pelle non protetta), questa è una reazione alla luce solare che si manifesta come un’eruzione cutanea accompagnata da prurito intenso. Le zone colpite con maggior frequenza sono il collo, il dorso delle mani, la parte esterna delle braccia e la parte anteriore delle gambe.

In rari casi la reazione cutanea può essere grave e causare la comparsa di orticaria o di piccole vesciche, che si possono diffondere anche nelle zone di pelle coperte dai vestiti. Ancora più raramente compaiono sintomi come brividi, mal di testa, nausea e malessere generale. L’eruzione guarisce spontaneamente nell’arco di due o tre giorni, evitando di esporsi al sole, ma, successivamente una graduale esposizione può far diminuire la sensibilità alla luce solare. In tutti i casi non si rende necessaria alcuna terapia.
Infine pochi consigli:

  • sciacquare spesso il bambino quando suda o gioca con la sabbia;
  • tenere corte le unghie, perché sotto le unghie i germi si annidano più facilmente e perché le unghie lunghe possono causare abrasioni sulla pelle rendendola più suscettibile alle infezioni;
  • curare dermatiti e punture di insetto, anche con pomate al cortisone (senza paura!), che alleviano il prurito ed evitano che il bambino si gratti e infetti le lesioni;
  • adoperare ciabattine ed asciugamani personali;
  • cambiare il costumino dopo il bagno;
  • mantenere la pelle integra, applicando creme solari durante il giorno ed idratando la pelle la sera.