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PER I NOSTRI FIGLI

di Angela Pittari, pediatra di famiglia

Negli ultimi trent’anni abbiamo letteralmente cambiato la composizione dell’aria che respiriamo e l’ambiente in cui viviamo, di conseguenza le problematiche di oggi, strettamente connesse con la nostra epoca sono: inquinamento dell’aria, polveri sottili (ad alto rischio per le nuove generazioni, con i polmoni ancora in fase di sviluppo) allergie alimentari, organismi geneticamente modificati (OGM), sostanze tossiche presenti nell’alimentazione dei più piccoli (notoriamente interferenti con la crescita), inquinamento acustico, ma anche perdita della biodiversità e degrado del suolo. Uno scenario inquietante che desta molta preoccupazione. Tutti i tipi di inquinanti, sia atmosferici che non, possono provocare danni più o meno gravi alla salute dell’uomo, in base alle sostanze che vengono emesse nell’aria, negli alimenti, nelle acque, nel suolo ecc, e qui per semplicità le distingueremo in tossiche, nocive e cancerogene in base alla gravità del danno che possono produrre.

In particolare, cancerogeni sono quegli agenti che possono indurre il cancro o che ne aumentano la frequenza nei soggetti esposti. Naturalmente, nell’insorgenza delle varie neoplasie, influiscono in modo concomitante agli inquinanti, molti fattori individuali come ad esempio l’esposizione al fumo passivo, l’alimentazione scorretta, l’ereditarietà etc. I bambini, come evidenziato da un’ampia letteratura scientifica, mostrano una maggiore vulnerabilità a tutti i tipi di inquinanti con una ridotta funzione polmonare, asma bronchiale, infezioni acute e ricorrenti delle basse e alte vie respiratorie, problemi dello sviluppo neuro-comportamentale, obesità, otiti ricorrenti, per arrivare ad alcuni tumori infantili (leucemie, retinoblastomi) che possono essere associati all’ esposizione della madre agli inquinanti cancerogeni dell’aria nel periodo prenatale.

Senza contare che i danni derivanti dall’esposizione in età infantile, oltre a determinare effetti negativi sul bambino stesso, si proiettano negli anni successivi rendendo l’individuo più vulnerabile durante tutto il suo percorso di vita futura. Risulta evidente che attuare azioni di prevenzione durante la fase critica infantile-adolescenziale è di fondamentale importanza per avere maggiori benefici per la salute di tutti, in termini di riduzione di patologie e costi sanitari.

Al di là di quanto è possibile fare attraverso strategie di competenza degli amministratori pubblici locali e delle politiche nazionali, (e qui non è opportuno parlarne), al fine di ridurre la produzione di inquinanti di vario genere, possiamo ottenere risultati concreti anche nel nostro piccolo, mediante attività di educazione, comunicazione e formazione che permettano alle famiglie, agli insegnanti e agli operatori sanitari di riconoscere quei comportamenti sbagliati che espongono i bambini a fonti di inquinamento.
Cosa possiamo fare in pratica?

  • Ridurre le attività all’aperto quando si registrano cattive condizioni dell’aria. Nei giorni di allerta smog, limitarsi ad aprire le finestre nelle fasce orarie in cui i livelli di polveri sottili sono più bassi perché il traffico è minore (in tarda mattinata o alla sera).
  • Eliminare l’esposizione al fumo passivo (non è sufficiente fumare fuori dalla finestra o dal balcone o peggio ancora, in macchina con il finestrino aperto quando si viaggia insieme ai bambini!!)
  • Fare attenzione alle numerose emissioni di sostanze nocive dovute alle diverse combustioni in casa (camini, stufe, cottura dei cibi, bastoncini d’incenso, profumatori ambientali, etc.), ai prodotti per l’igiene domestica e personale, che contengono sostanze potenzialmente dannose.
  • Usare l’auto il meno possibile: insegnare ai bambini che le automobili inquinano e che, se non si deve percorrere tanta strada, è meglio muoversi a piedi o in bicicletta. Invece di portare i bimbi a scuola tutti i giorni in macchina si può provare a organizzare una sorta di car-pooling tra genitori: a turno ogni mattina un genitore accompagna i bimbi a scuola. Un modo simpatico anche per far socializzare i piccoli prima dell’arrivo in classe.
  • Una piccola fuga dalla città ogni tanto può aiutare; potrebbe bastare un week end in campagna o in collina per ridurre l’esposizione agli inquinanti.

È importante che l’educazione ambientale per i nostri bambini inizi il prima possibile e questa sarà tanto più efficace quanto più si accompagna all’esempio dei genitori e dei grandi, nei piccoli gesti, nelle nostre case, a scuola, per strada, al parco giochi ecc. Coinvolgere i bambini è estremamente efficace poiché, una volta ben catturati sul piano degli stimoli e dell’attenzione, si mostreranno molto sensibili al loro futuro e al mondo che vogliono. In fondo basta poco per trasmettere ai propri figli uno stile di vita eco-sostenibile, l’importante è farlo in maniera divertente e creativa.
Ancora qualche consiglio utile:

  • Coinvolgere i bambini nel processo di smaltimento dei rifiuti prodotti in casa, insegnando loro come fare la raccolta differenziata e soprattutto spiegando cosa accadrebbe se tutti i rifiuti venissero accatastati. Ad esempio provare a spiegare ai piccoli che fine fa, una bottiglia di plastica, se non viene adeguatamente riciclata o, peggio ancora, quanto inquina se viene abbandonata in spiaggia o in un parco verde.
  • Insegnare loro che giornalini, quaderni o carta per disegnare vengono prodotti dagli alberi e dunque evitare gli sprechi e destinare la carta usata al riciclo, significa risparmiare un pezzetto di albero.
  • Insegnare ai bambini che i rifiuti umidi domestici o del giardino possono trasformarsi in un concime naturale per le piante significa insegnare loro il ciclo della vita.
  • Coinvolgerli in un progetto, farli sentire protagonisti e artefici di un mondo migliore è un modo divertente e utile per imparare: acquistare per esempio, una piantina con il compito di prendersene cura può aiutarli a coltivare il “pollice verde” e a capire ciò di cui ha bisogno come la luce e l’acqua.
  • Ciò che l’ambiente ci offre ha un valore e non deve essere sprecato. Insegnare ai bambini a chiudere il rubinetto quando si lavano i denti o si fanno la doccia è una regola d’oro che va impressa nella loro quotidianità come un gesto ovvio e naturale.
  • Stessa cosa per le luci accese: è importante che i bambini imparino a risparmiare energia elettrica.
  • Durante l’inverno, quando fa freddo, invece di alzare troppo il termostato, far indossare ai bambini qualcosa di più pesante.
  • Insegnare loro che il cibo non deve essere sprecato e che è importante finire tutto quello che si ha nel piatto. Magari provare a rendere divertente il momento del pasto in modo da convincerli a mangiare anche quegli alimenti di cui spesso non vogliono proprio sentir parlare, come ad esempio le verdure.
  • Quando i giocattoli sono vecchi o i vestiti non vanno più bene non vanno buttati. La parola d’ordine è “riciclare” Tutto può avere una seconda vita e i bambini devono imparare a condividere, a donare. Qualche bimbo meno fortunato può far rivivere quegli oggetti.

Ai genitori il compito di far avvicinare i bambini al mondo, all’ambiente e al suo valore inestimabile evitando di imporre delle regole rigide ma avvalendosi anche di moderni giochi interattivi e app che, stimolando la loro creatività, li rendano più sensibili e coscienti di ciò che li circonda. Anche le favole della buonanotte possono essere utili a farli viaggiare con la fantasia nelle vesti di supereroi “green” in difesa della natura. Sicuramente con l’esempio e dai piccoli gesti quotidiani, cercando di coinvolgerli nelle attività finalizzate ad un’esistenza il più possibile eco-friendly, parlando loro e introducendo argomenti come biodiversità, sviluppo sostenibile, rifiuti. Ecco qualche consiglio da dare ai bambini, e alcune idee da cui prendere spunto.

  • 1) Coinvolgerli nell’organizzare la raccolta differenziata: si sentiranno utili a compiere attività “da grandi”.
  • 2) Spiegare loro come fare la doccia senza sprecare acqua: non è necessario lasciare il getto dell’acqua aperto mentre ci si insapona. Una volta finita l’operazione e al momento di sciacquarsi, si potrà far ripartire il miscelatore.
  • 3) Quando si sta in casa, cercare di accendere una luce per volta per non sprecare energia elettrica.
  • 4) Se si va in gita o al parco, coinvolgere i piccoli a raccogliere ogni rifiuto ed inserirlo con loro nei cestini appositi divisi per tipo di materiale.
  • 5) Usare l’auto il meno possibile: farsi una passeggiata quando si va a scuola o a svolgere attività pomeridiane è una maniera per non contribuire all’inquinamento atmosferico.
  • 6) Riciclare e riutilizzare giochi e oggetti di uso comune per realizzare altri passatempi fai da te.
  • 7) A tavola non sprecare il cibo e finire tutto ciò che è contenuto nel piatto.
  • 8) Organizzare un orto o un piccolo giardino anche al coperto: un modo per stare a contatto con la natura e avere cura di ortaggi, piante e fiori anche se siamo in città.