PSICOLOGIA

a cura della dottoressa Rosanna Martin, psicologa psicoterapeuta, servizio di Psicologia ospedaliera AOU Meyer Irccs

È innegabile che vi siano rischi e pericoli nel web: cyberpredatori, cyberbullismo, phishing smashing (mail o sms per indurre le persone a cliccare allegati o collegamenti dannosi) pubblicazione di informazioni private accidentali che espongono la famiglia, ecc. Proteggere i minori da tutto ciò diventa una questione di consapevolezza: conoscere i pericoli che si nascondono nell’ombra e sapere come proteggersi è la priorità, di questi aspetti di conoscenza se ne sta prendendo carico anche la scuola e le agenzie che si occupano di sicurezza.

Ma ai genitori cosa spetta?
Si possono sentire informazioni contrastanti su questo argomento, dai moniti di controllo assoluto al telefono del figlio, figlia con inviti perentori al genitore di svolgere la funzione normativa oppure al contrario dare fiducia e lasciare l’area di privacy al figlio, figlia. Tra questi due concetti rifletterei su quattro contenuti attinenti al tema di cui parliamo oggi: controllo, libertà, abbandono, vicinanza. Immaginiamoli ai vertici di un quadrato e al centro la relazione genitori figlio, figlia. Comprendiamo già che la risposta alla domanda che ci poniamo non può essere univoca e semplicistica ma deve prevedere una misura. Il controllo delle attività del figlio, figlia quanto spazio lasciano alla fiducia e al dialogo? In che modo avvengono? Quale è il messaggio che arriva al bambino/a o ragazza/o?

Se il controllo è del tutto assente rischia di essere vissuto come abbandono e non libertà, se c’è un giusto controllo deve essere vissuto come vicinanza e non come autoritarismo. Quindi un giusto controllo lo chiamerei più attenzione, ma a cosa? Credo che il telefono e le attività che vi vengono svolte siano espressione della personalità dei ragazzi, che come tali vadano comprese, interpretate e poi discusse insieme a loro.

Maria Montessori molto tempo fa disse: “Chi è servito è leso nella sua indipendenza”, il controllo eccessivo dei genitori si sostituisce ad una giusta crescita di principi e di morale che i bambini e i ragazzi dovrebbero pian piano costruirsi basandosi proprio sui principi esposti e praticati all’interno della famiglia. Quindi attenzione ai silenzi, alle paure, alla chiusura, alla rabbia, alla strafottenza, alla denigrazione di sè. Se qualcosa preoccupa il genitore, il chiedere di parlargli o di condividere verbalmente le esperienze sui social con serenità e non con giudizio, può svolgere un controllo affettuoso sulla vita del figlio che ormai sappiamo si esprime in parte anche nei social.
D’altra parte quando escono mica li seguiamo, no?