PSICOLOGIA
La malattia irrompe in maniera traumatica nella quotidianità di una famiglia, destabilizzando inevitabilmente il suo equilibrio. La malattia, tuttavia, non colpisce solo il fisico del bambino in maniera indelebile, essa ha conseguenze altrettanto potenti sulla sfera affettiva di tutto il sistema familiare. Per il paziente malato l’ingresso nell’ospedale spesso sancisce una frattura tra la vita prima e dopo, i genitori al tempo stesso cercano con tutte le loro forze di far sentire il figlio al sicuro nonostante si sentano altrettanto sprofondare nel vuoto. All’interno di questa voragine di incertezze, paure, angosce, i fratelli rimangono spesso sullo sfondo della scena, in silenzio ad osservare, cercando di captare segnali, emozioni, informazioni che possano aiutarli a decifrare la situazione.
Da parte dei genitori si innesca spesso un senso di protezione per i fratelli e cercano pertanto di evitare loro ulteriori sofferenze, limitando il più possibile di far percepire loro il dolore, le preoccupazioni, le paure rispetto alla salute del fratello malato.
Tuttavia i fratelli, anche se piccoli, percepiscono che qualcosa non va e vengono sopraffatti da vortice di emozioni con cui imparano a convivere giorno dopo giorno.
L’universo emotivo dei fratelli è caratterizzato da un’ambivalenza di emozioni quali rabbia, paura, tristezza ma anche senso di colpa per essere sani, gelosia per le attenzioni dei genitori, vergogna e impotenza.
È stato infatti evidenziato che in questi bambini /ragazzi prevale la tendenza all’internalizzazione dei sentimenti piuttosto che all’esternalizzazione, ovvero tendono a tenere per sé le emozioni vissute per non appesantire ulteriormente i genitori, già sopraffatti dalla situazione in cui si trovano.
Allo stesso tempo la malattia permette anche ai fratelli di sviluppare competenze sociali e emotive che possono rappresentare un grande bagaglio affettivo per il futuro; quest’ultimi infatti tendono a sviluppare atteggiamenti sensibili verso gli altri e elevata empatia, sono più maturi rispetto ai coetanei in quanto hanno imparato ad anteporre i bisogni altrui ai propri, responsabilizzandosi velocemente e sono più inclini a sviluppare capacità di coping funzionali.
Per favorire ciò, sarebbe auspicabile rendere partecipi i fratelli del percorso ospedaliero fin da subito, in quanto i bambini ciò che temono di più è proprio ciò che non conoscono. E‘ essenziale per loro comprendere cosa sta succedendo nella propria famiglia; una comunicazione chiara e efficace rappresenta la chiave magica per aiutare tutto il nucleo familiare ad affrontare il percorso di malattia.
Talvolta all’interno della famiglia può generarsi un “non-detto” che porta i figli all’impossibilità di esprimere i propri sentimenti, instaurando credenze che possono alterare anche il vissuto di ansia; è invece fondamentale che i fratelli siano parte attiva nel percorso di malattia, mantenendo una relazione di scambio e gioco con il fratello malato. La possibilità di esprimersi e sentirsi compresi favorisce l’innalzamento del benessere dei fratelli ed una migliore elaborazione dei vissuti emotivi, prevenendo situazioni di rischio o eventuali comportamenti problematici.
É necessario perciò riuscire a dare supporto e strategie anche ai fratelli sani per affrontare la situazione e per continuare a sentirsi parte integrante della famiglia, mantenendo la propria identità all’interno del nucleo familiare.