MEGLIO PREVENIRE

a cura della dottoressa Francesca Menegazzo, Direzione sanitaria AOU Meyer IRCCS

Il monossido è definito un killer silenziosi perché è invisibile sotto ogni punto di vista: non ha sapore, non ha odore e non è irritante. Occorre quindi prestare la massima attenzione.

Quali sono i segni di un’intossicazione da monossido?
I segni dell’intossicazione da monossido di carbonio variano in base alle caratteristiche individuali e possono essere diversi a seconda di chi inala il gas: un bambino avrà reazioni diverse rispetto a un anziano e un adulto in salute avrà sintomi diversi rispetto a uno con difficoltà respiratorie. I primi sintomi sono la nausea, il mal di testa, il malessere generale e il vomito.
Nella prima fase quindi si tratta di sintomi molto aspecifici che possono essere confusi con una virosi oppure con una tossinfezione alimentare. Se l’esposizione continua, compaiono vertigini, dolore toracico, difficoltà a respirare. Subentrano quindi anche sintomi neurologici più importanti, come la confusione mentale e la difficoltà di coordinazione dei movimenti. Infine si verifica una vera e propria alterazione dei parametri vitali con il cambiamento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della capacità respiratoria. È a questo punto che può subentrare il sopore che può evolvere in coma e morte.

Quali sono i fattori di rischio?
Il monossido di carbonio si produce ogni volta che non c’è abbastanza aria, ossia abbastanza ossigeno, e la conseguenza è che la combustione che è in corso produce monossido di carbonio invece della normale anidride carbonica. A rischio sono le caldaie, i boiler, i fornelli a gas e i camini in una stanza. Ma soprattutto è pericoloso soggiornare in stanze che non sono sufficientemente aerate.
È necessario inoltre sottoporre le caldaie a regolare manutenzione e ai controlli previsti dalla legge. Inoltre è preferibile che la caldaia si trovi all’esterno dell’abitazione piuttosto che all’interno.